3 motivi per “credere” nel fantasy napoletano. Perché Napoli non è una semplice ambientazione fantasy ma una città fantasy…

Nel precedente articolo, 3 motivi per cui possiamo fare a meno del classico fantasy nord europeo , ho analizzato 3 punti fondamentali del genere fantasy, Where?Who?What? (Dove? Chi? Che cosa?), e posto tre quesiti sui quali spero tu abbia riflettuto per rispondere alla domanda con cui ci siamo lasciati: “Secondo te, può esistere un fantasy napoletano?”

Per non essere frettolosi nella risposta, indaghiamo un po’ in più sulla “natura” di questa città. Arriviamo, quindi, ai tre punti di oggi per cercare di spiegare perché Napoli non è una semplice ambientazione letteraria, ma una vera e propria città fantasy.

  1. Napoli è la città del sole ma, pur sempre, all’ombra del Vesuvio: è Madre Natura stessa che ha concepito questa città come una donna bella e dannata. Sono cresciuta sentendo mio padre ripetere, al suon del sangue che ribolle soddisfatto: “ Se scoppiasse una bomba su Parigi, per Parigi, sarebbe la fine. Se ne gettassero una su Napoli, rimarrebbe sempre Napoli!” vale a dire: “Napoli non è solo i suoi monumenti, la sua storia, ma anche e soprattutto la sua posizione unica al mondo, sorta in un abbraccio tra un gigante che dorme e un luogo talmente bello da avere il potere, come ci suggerisce l’origine greca del nome, di ‘annullare qualsiasi dolore’, Capo Posillipo”.

Eppure, questa posizione invidiata da molti, è proprio all’origine della sua oscura fragilità, non di rado, evocata da malvagi “troll verdi”, provenienti dalle Terre del Nord, per una fine dolorosa e completa.

Con questa esistenza instabile -perché condotta su un calderone bollente- ha dovuto imparare a vivere il popolo napoletano perennemente scisso tra la certezza della precarietà del reale e la ricerca di una indispensabile evasione. Che le sorti della città siano state legate ad elementi protettivi e figure tutelari proprio per un bisogno vitale?

  • Il popolo napoletano non è né divertente né simpatico: sfatiamo qualche mito, il napoletano non è comico al massimo è teatrale, non cammina col mandolino, anche se una sua, apparentemente banale, costatazione meteorologica, Che bella cosa ‘na jurnata ‘e sole?, come abbiamo visto, può diventare un verso perfetto per una melodia straordinaria; infine, non è furbo, semplicemente, ha un grande istinto di sopravvivenza che, talvolta, lo induce a scegliere strade non convenzionali. Da queste caratteristiche deriva una potente drammaticità dell’esistenza, un’estrema sensibilità e una netta contrapposizione tra buoni e cattivi. E, badate bene, la divisione non si riferisce ai soli residenti umani. Sì, perché dovete sapere che…
  • …i partenopei non sono i soli abitanti della città: “…Bonasera Bella ‘mbriana mia ccà nisciuno te votta fora…” ovvero “Buonasera Bella ‘mbriana, qua nessuno ti manda via” , come cantava Pino Daniele in un suo grande successo, è la testimonianza non tanto di una consolidata tradizione folkloristica, come si ritrova anche in altre culture, ma di un’abitudine quotidiana a rapportarsi con una dimensione non tangibile. Nessun napoletano che si rispetti rischierebbe di inimicarsi lo spiritello protettivo della casa, la bella ‘mbriana, appunto, né offendendolo verbalmente, né trascurandolo nelle proprie azioni (una sedia vuota, un saluto all’ingresso…). E questa multiforme creatura sembra non essere l’unica ad abitare gli angoli occulti della città e ad essere altamente suscettibile tanto da condizionare la vita stessa dei suoi compaesani. Tutti sanno… la maggior parte, anche se non lo ritiene vero, nel dubbio, ci crede, ma…rispetto ad un tempo – e posso portare mia nonna a testimoniare!- oggi, sempre meno persone ne parlano, col rischio di dimenticare una parte fondamentale, se non addirittura fondante, come ho cercato di spiegare, dello spirito di questa città.

Questi sono i punti essenziali che mi hanno spinta ad intraprendere le mie ricerche sull’esoterismo partenopeo al fine di far emergere la Napoli nascosta. O dovrei dire…seppellita?

Negli articoli successivi, scopriremo creature e luoghi di questa “fantastica” città.  

Pubblicato da tschiattarella13gmailcom

Nata a Napoli, dopo tanto peregrinare, oggi, vivo a Carate Brianza dove insegno lettere e racconto la mia città così come si è rivelata al mio sguardo quando, da cittadina "distratta", mi sono trasformata in turista innamorata

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